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C’è un sottile confine tra il lasciarsi andare e cadere, tra il rinunciare e il continuare, ma non esistono parole o regole che governano questo mondo fatto di equilibri, trazioni, paura del vuoto, di farsi male. Esistono altri mondi che non appartengono alla carne, altri destini che nascono e muoiono in un giorno, altri ancora che resistono al tempo. Ci sono uomini assetati, donne affamate, e ci saranno ancora per molto tempo, fino a quando l’ultima goccia sarà stata bevuta, l’ultimo pezzo di pane inghiottito. E ci saranno ancora lacrime: mai abbastanza. E ci saranno ancora grida a frantumare queste deboli orecchie, che altro non possono fare che ascoltare. Fino a quando quell’ultima debole luce rimarrà accesa, io continuerò a credere che ancora ci sia la possibilità, anche solo per un uomo, di salvare se stesso e il cuore che porta aggrappato a se, nella scintilla di buio che precede l’inizio del giorno, che brilla fino all’ultimo, quando il nuovo giorno avrà dimenticato il male e sarà pronto ad accettare un’altra giornata macchiata di sangue, di inganni e violenza. Allora forse il mondo si fermerà per un momento, per riprendere il suo cammino inverso, perverso, concluso. Allora spero di non esserci, spero di non sentire l’odore della morte, di non essere più carne.

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Sei dentro di me come una pietra che resiste nonostante l’acqua cerchi di spezzarla, nonostante le correnti avverse, le acque gelide. Ti porto con me, come uno spirito introverso che si attacca disperatamente alla vita, come un vento che brucia questa terra incolore. Mi attacco a te come un’ombra, senza mai lasciare la tua pelle, senza dimenticare ogni parola sussurrata durante queste maledette notti vergini. Voglio svenire dentro di te e addormentarmi per un po’, solo un attimo con gli occhi chiusi. Non ho bisogno di nient’altro.

Il segreto del cuore


E alla fine il cuore cede se stesso fino all'ultima goccia, desiderando quel corpo, quei baci strappati, quell' amore violento che non sopravvive a se stesso.
Eccolo: il segreto del cuore, trasparente e inconsolabile.
Eccolo che scivola davanti ai miei occhi, mi sfiora le labbra: e muore.

un volo

Sotto un cielo che brucia nel cuore, dentro a parole di fuoco che brillano e scivolano come serpenti tra le mani, senza mai fermarsi, ritrovo me stessa.
Sull'orlo del baratro spicco il volo, senza voltarmi.
Spicco il volo.

Il nero è il mio mondo


Ed eccomi ancora qui: un altra maschera cade senza rumore, una dolce maschera, mi lecco le ferite sulla pelle e poco altro.
Eccomi qui, senza nome, senza volto, un lento passaggio quasi sussurrato.
Un orecchio teso, una bocca aperta, un frutto da mangiare e qualcosa da bere.
Eccomi nella dissolvenza di un cuore, dentro a respiri di fuoco.
Eccomi: svanisco.